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L’installazione della quarta turbina idrocinetica permette finalmente di completare l’impianto, di vederlo funzionare e apparire nel suo insieme, mettendo in chiaro i punti di forza, i tratti già maturi e gli aspetti sui quali la sperimentazione deve naturalmente completare il suo percorso. E nel frattempo sta già prendendo forma il secondo impianto sperimentale senza il quale il progetto di ricerca non può avanzare.

 

Siamo pronti per aggiungere altre turbine all’impianto, una alla volta fino a un massimo di tre per comprendere come si modifica il comportamento fluidodinamico di ogni macchina. Ogni singola installazione comporta un periodo di assestamento del set-up funzionale e un continuo monitoraggio dell’impianto e del canale nel loro insieme, alla ricerca della configurazione ottimale.

 

TITOLO RIVISTA:

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TITOLO ARTICOLO:

Le turbine idrocinetiche: il settore emergente dell’energia idroelettrica

AUTORI:

  • Lorenzo Battisti – Università degli Studi di Trento

ESTRATTO:

Cosa sono le macchine motrici che trasformano il flusso di energia cinetica di correnti d’acqua marine o fluviali in potenza elettrica? Vediamone le potenzialità, le tipologie, i costi e le prestazioni. Un articolo di Lorenzo Battisti del DICAM Università di Trento.

Pubblicazione on-line: 8 gennaio 2021
Link: https://www.qualenergia.it/pro/articoli/turbine-idrocinetiche-settore-emergente-energia-idroelettrica/

L’obiettivo iniziale è quello di valutare e analizzare la funzionalità, la produzione e la silenziosità della prima turbina. La peculiare sensoristica installata a bordo permette, unitamente al sistema diagnostico di serie, una continua diagnosi in tempo reale sul funzionamento dell’impianto. La conclusione positiva di questa prima fase dei test in campo permetterà ora di procedere con le prossime tappe della campagna di misure in campo.

 

In tarda primavera si è conclusa la fase progettuale del primo impianto prototipo ed è stato dato il via alla realizzazione di tutte le sue parti: dalla produzione di specifiche pale per l’applicazione idrocinetica alla carpenteria pesante dell’intera struttura di supporto, dalla produzione del generatore elettrico su nostro disegno allo sviluppo dell’elettronica ad hoc. A conclusione di questa fase, a fine estate sono stati verificati e collaudati in laboratori specializzati e nelle varie officine coinvolte le funzionalità delle principali parti dell’impianto.

 

L’intero 2019 è stato dedicato alla ricerca scientifica, alla selezione dei fornitori, alla valutazione dei processi produttivi più adatti e alla definizione delle specifiche per dare il via alla realizzazione del primo generatore elettrico e poi dell’intero impianto sperimentale di HE PowerGreen.

Al progetto hanno cominciato a collaborare le Università di Ferrara e Firenze, contestualmente al consolidamento del rapporto con l’Università di Trento.

 

A settembre 2018 è iniziata la prima fase sperimentale del progetto di HE-PowerGreen. In collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, è stato installato e messo in funzione in un piccolo canale artificiale una turbina idrocinetica in scala, il primo prototipo denominato MOD0. La sperimentazione ha confermando la fattibilità tecnica, le buone prestazioni e la silenziosità del modellino reale.

 

Una fase importante del nostro progetto di ricerca è dedicata alla comprensione dell’impatto che il funzionamento delle nostre turbine idrocinetiche sul regime idraulico del corso d’acqua originale. Per questo motivo, da subito è stata avviata la collaborazione con l’Università degli Studi di Trento. Dopo una fase teorica di modellazione, successivamente è stata realizzata una campagna di misure dedicate in un canale artificiale in scala. È stato misurato l’intero campo di flusso a monte e a valle (analisi della scia) della turbina MOD0.